lug 30, 2009 0
La disegnatrice di Snoopy

Mi è sempre piaciuto disegnare. Aprire l’astuccio con le matite era la cosa più bella del mondo. Perché mi dava sicurezza: loro, con le loro punte temperate, stavano tutte lì in piedi ad aspettarmi, come le avevo lasciate il giorno prima: in rigoroso ordine cromatico. Disegnavo sempre: per i miei compagni di scuola, ero la bambina un pò grassa con le matite più belle.
Per un periodo delle elementari, mi ero fissata con Snoopy, il cagnolino dei Peanuts. Lo disegnavo continuamente, in tutte le posizioni, insieme al suo fedele amico Woodstock. Ed ero brava, anche. Mica lo ricalcavo! Sapevo farlo anche senza copiarlo! Anche ai miei compagni di scuola piaceva, così cominciarono a chiedermi dei disegni. Dopo le prime richieste, cominciavo a stufarmi: va bene qualche regalo, ma le matite si consumano! E io ne consumavo davvero parecchie, tanto che ci spendevo praticamente tutta la paghetta. Così cominciai a farmi pagare. Poca cosa, cinquanta lire, intendiamoci. Ma in poco tempo misi via un bel gruzzoletto. Però smisi presto. Non mi andava giù l’idea che piacessero tanto dei disegni copiati. Insomma, volevo essere un’artista originale, io. Peccato che le mie opere non avessero altrettanto successo. Ben presto, tornai ad essere la bambina un pò grassa che disegnava sempre, che una volta faceva gli Snoopy.
Giulia Beneforti
